Leggendo le sigle AISI 304, 316 e 403 qualsiasi persona probabilmente non saprebbe a cosa ci si stia riferendo, tuttavia queste sono sigle fondamentali nell’ambito dell’acciaio inox.
Oggi addirittura in realtà questa notazione AISI ha assunto in modo sbagliato il significato stesso di “acciaio inox”, quando in realtà denomina l’ ”American Iron and Steel Institute”, cioè l’istituto di unificazione statunitense per ferro ed acciaio. Ciò è accaduto perchè questo ente ha codificato i diversi tipi di acciaio tramite una sigla a tre cifre, con l’eventuale aggiunta di una lettera.
La serie che inizia con il numero 3, come l’AISI 304 e 316, indica l’acciaio austenitico al cromo-nichel e cromo-nichel-molibdeno, mentre quella che inizia con il 4, come l’AISI 430, gli acciai ferritici o martensitici al cromo.
L’AISI 304, austenitico, è costituito da cromo e nichel, è resistente alla corrosione, non temperabile e leggermente magnetico solo se lavorato a freddo. Solitamente viene usato per diversi impieghi come nell’industria alimentare, negli utensili da cucina o negli elementi architettonici decorativi.
L’AISI 316, come il 304 è austenitico, ma è formato da cromo, nichel e molibdeno. L’aggiunta di questo ultimo elemento lo rende ancora più resistente alla corrosione e per questo viene usato per attrezzature a contatto con l’atmosfera marina o l’acqua.
Infine l’AISI 430, è un acciaio inox ferritico al cromo, il quale è magnetico, temperabile e di facile lavorabilità. Inoltre è molto resistente alle soluzioni alcaline degli acidi organici e agli agenti atmosferici e resiste all’ossidazione fino a 800° C.