ott
13
2010

La storia dell’aloe

La storia dell’aloe ha origini molto antiche.
E’ una pianta africana e prolifera doveil clima è caldo e secco.
Molto spesso viene confusa con un cactus ma in realtàappartiene alla famiglia dei gigli. La parola “Aloe” deriva dall’arabo e significa “amaro”o “trasparente”, come il succo al suo interno.
Le sue proprietà curative sono conosciute da migliaia di anni e sono numerosissimi i popoli dicui ne hanno usufruito.
La prima testimonianza risale al 2000 a.C. nella città mesopotamica diNippur, vicino a Baghdad, quando su tavolette d’argilla venne descritta la pianta d’aloe e le sueproprietà.
In Egitto, come scritto sul papiro Ebens del 1550 a.C., era usata per scopi medici ecosmetici.
La regina Nefertiti e Cleopatra infatti mantenevano la pelle giovane grazie all’aloe.
Il Re Salomone, capo degli Ebrei, fu anch’egli grande estimatore della pianta.
Addirittura vieneanche più volte citata nella Bibbia.
I templari per mantenersi in salute bevevano l’ ”Elisir diGerusalemme” che conteneva vino di palma, polpa di aloe e canapa. Si racconta persino cheAlessandro Magno conquisto l’isola di Socotra perchè possedeva numerose piante d’aloe chevennero poi utilizzate per curare i soldati.
Una buona diffusione si ebbe anche in Oriente dove ogni popolo la chiamava con nomi diversi,tutti che rievocavano le sue caratteristiche curative e terapeutiche.
Tutt’oggi i Beduini e i Tuaregla chiamano “Giglio del deserto”.
Lo studio concreto della pianta iniziò tuttavia solo nel 1959, quando un farmacista del Texas,Bill Coats, avviò la commercializzazione dell’aloe stabilizzandone la polpa.

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