Pannelli solari e furti
Lo scorso 14 Settembre a Gattatico, in provincia di Parma, sono stati colti in flagrante due giovani che tentavano di rubare dei pannelli solari. In effetti il pannello solare è uno strumento preso di mira dai moderni malviventi che, consci dell’alto costo di questa tecnologia, decidono di rubarla per poi rivenderla ed ottenere alti guadagni.
In questo caso i ladri erano due giovani che, una volta scoperti, hanno informato i carabinieri che intendevano utilizzare i pannelli fotovoltaici per un esperimento scientifico. Ciò che ha messo in azione i militari è stato un allarme antintrusione attivo nel cantiere dell’impianto fotovoltaico, che era in corso d’installazione. I due fortunatamente sono stati bloccati ed arrestati per tentato furto aggravato. Questo caso ha un lieto fine, ma sono molti gli episodi in cui i malviventi hanno la meglio e non vengono più rintracciati.
Per questo motivo sono stati ideati dei nuovissimi sistemi d’allarme per pannelli solari molto più efficaci, che stanno via via riscuotendo un sempre maggiore successo.
Uno di questi è il GPS che viene installato al pannello attraverso una scheda laminata impossibile da togliere, che rileva ogni eventuale spostamento del modulo fotovoltaico. Altra tecnologia è quella rappresentata dalla fibra ottica plastica, che unisce in un anello indissolubile centinaia di pannelli, rendendo inattuabile la rimozione di anche solo uno di essi senza avviare l’allarme.
Due giovani sono stati sorpresi dai carabinieri di Sant’Ilario d’Enza a fare man bassa di pannelli fotovoltaici. E ai militari che li hanno sorpresi, hanno riferito di voler fare soltanto un esperimento scientifico. I carabinieri però sospettano che la reale intenzione dei due fosse quella di rivendere i pannelli, dopo l’eventuale furto.
Gli accertamenti su questo aspetto proseguono. Intanto però sono finiti in carcere, con l‘accusa di tentato furto aggravato, un operaio 22enne e un 20enne disoccupato, entrambi residenti a Gattatico.
Tutto è accaduto nella notte, attorno a mezzanotte e quaranta. Una pattuglia dei carabinieri di Sant’Ilario d’Enza è stata allertata dalla centrale del 112 di Reggio Emilia: nei pressi della nuova via Emilia Bis era stato segnalato un allarme antintrusione nel cantiere di un impianto fotovoltaico in via di installazione.
Giunti sul posto, i militari notavano la presenza di un furgone fermo nel cantiere. A ridosso del mezzo i carabinieri hanno bloccato il 20enne di Gattatico (il furgone è risultato intestato a suo padre, ndr): il giovane era intento a nascondere nel canale adiacente due pannelli fotovoltaici rimossi poco prima dai relativi supporti. Lo stesso giovane, non potendo negare l’evidenza, ha deciso subito di collaborare, ammettendo la sua intenzione di portare via i pannelli solari. Lo scopo però era quello di di effettuare degli esperimenti, secondo la versione del giovane.
Durante l’intervento della pattuglia, alla vista dei carabinieri l’amico del 20enne è fuggito attraverso i campi in direzione di Taneto ma è stato individuato in un campo adiacente al sottopasso ferroviario che congiunge Taneto con Sant’Ilario. Il giovane, raggiunto e bloccato, dopo un’iniziale reticenza ha ammesso le proprie responsabilità, sostenendo anche lui che il furto era stato organizzato per effettuare degli esperimenti.
Il successivo sopralluogo eseguito nell’area del cantiere oggetto del raid furtivo consentiva di appurare che dalla prima fila dell’impianto fotovoltaico erano stati prelevati 5 pannelli solari, dopo essere stati scollegati dal cavo di alimentazione danneggiando i cavi di collegamento (spinotti ad innesto), due dei quali in procinto di essere caricati sul mezzo. I due giovani, entrambi incensurati, sono stati portati in caserma e arrestati per tentato furto aggravato.
Reggio Emilia, 15 settembre 2010. Piccoli Alessandro Volta crescono nel reggiano! Il paragone al noto fisico e inventore italiano in chiara chiave ironica, è da ricondurre al fatto che i due ladruncoli sorpresi dai carabinieri di Sant’Ilario d’Enza a far man bassa di pannelli fotovoltaici presso il cantiere di un impianto in via di installazione hanno giustificato il loro raid furtivo con il fatto che volevano fare un esperimento.
Cosa avessero intenzione di fare non i carabinieri non l’hanno capito (intendevano a loro dire farli funzionare come le calcolatrici) mentre gli stessi militari sospettano che, anziché ispirarsi al fisico, probabilmente la reale intenzione era quella di rivendere i pannelli a ricettatori compiacenti.
Mentre sono in corso le indagini i carabinieri hanno arrestato i due con l‘accusa di tentato furto aggravato. Si tratta di un operaio 22enne ed un 20enne disoccupato entrambi residenti a Gattatico.
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