Scrivere per i motori di ricerca
Scrittura ottimizzata per i motori di ricerca
- Parole brevi: rapido, anziché tempestivo; partire, anziché allontanarsi; uso, anziché utilizzo;
- Parole semplici, comuni, concrete: pagare, anziché effettuare il versamento; soldi, anziché liquidi; licenziare, anziché ristrutturare, o razionalizzare;
- Parole coerenti: per esprimere lo stesso concetto, usare sempre le stesse parole; un congresso è sempre un congresso, non un convegno, o un workshop,
- Periodi brevi e lineari: ridurre la lunghezza dei periodi ne aumenta la comprensione; massimo 25 parole, e non più di due frasi, meglio coordinate che subordinate; pochi incisi; sintassi essenziale: soggetto-verbo-complemento oggetto (chi-fa-che cosa), altri complementi.
- Linguaggio positivo: invece di affermare qualcosa, spesso neghiamo il suo contrario (non va dimenticato che), magari per attenuare un giudizio; ma così portiamo il lettore a soffermarsi proprio su ciò che neghiamo.
- Modi e tempi verbali semplici: il congiuntivo e il condizionale sono eleganti, esprimono sfumature o desideri, ma l’indicativo è il modo migliore per farsi capire.
- Verbi in forma attiva: è più chiara e incisiva di quella passiva, e più energica di quella impersonale.
- Non nominalizzare i verbi: scrivere effettuare un cambiamento, anziché cambiare, è una tentazione diffusa. Ma il lettore potrebbe non capire.
- Scrivere per punti: se c’è da presentare una serie di valori, meglio sbandirla in un elenco; numerico o alfabetico, se esiste una priorità, altrimenti con trattini, pallini, ecc.
- Limitare sigle, maiuscole, luoghi comuni, parole straniere: AD, KM, MBO, WBT; il Presidente, il Direttore, il Cliente, il Prodotto; netto rifiuto, forze dell’ordine, male incurabile, stretto riserbo, operazione su vasta scala, tragico bilancio e poi skills, background, performance, chairman…
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